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Nations Championship: il riassunto della prima giornata

La prima edizione del Nations Championship ha avuto un inizio mozzafiato. Da Christchurch a Tokyo, ecco come si è svolta la prima giornata.


Nuova Zelanda 34–32 Francia (Christchurch)


L’era di Dave Rennie è iniziata alla grande, con la Nuova Zelanda che ha battuto di misura la Francia, campione del Sei Nazioni, in una partita da cardiopalma con nove mete, dando il via alla prima edizione del Nations Championship. Nonostante l’assenza di diversi nomi di spicco come quello di Antoine Dupont, i Bleus hanno sbalordito il pubblico di Christchurch dopo soli due minuti, quando Damian Penaud ha segnato la sua 41ª meta internazionale, estendendo così il proprio record. Le difficoltà iniziali dei padroni di casa sono peggiorate quando il mediano di apertura esordiente Ruben Love è stato espulso temporaneamente durante una fase di gioco.


Tuttavia, gli All Blacks hanno rapidamente ritrovato l’equilibrio. La prolifica ala Will Jordan ha replicato con una meta alla bandierina, prima che il flanker Peter Lakai concludesse in meta un rapido scambio con Caleb Clarke. Mentre il mediano di mischia Maxime Lucu manteneva la Francia in partita grazie ai calci piazzati, una meta a sorpresa del suo omologo Cam Roigard ha dato ai padroni di casa un vantaggio di 19–13 all’intervallo.


Il secondo tempo ha visto un rapido ribaltamento delle sorti. Antoine Hastoy, entrato dalla panchina, ha riportato brevemente in vantaggio i francesi, ma Roigard ha subito replicato con la sua seconda meta. L’ala Theo Attissogbe ha poi mantenuto gli ospiti a un solo punto di distanza, ma il calcio di punizione di Love e un finale concitato e ad alto rischio da parte di Jordan hanno infine assicurato ai giganti del sud una vittoria cruciale con punto di bonus. Una fuga nel 77° minuto di Matthieu Jalibert ha dato vita a un finale da brivido, ma la Nuova Zelanda ha controllato magistralmente il possesso palla nei momenti finali, riuscendo a mantenere il vantaggio.​

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Giappone 27–10 Italia (Tokyo)


Il Giappone ha dato un segnale forte all’esordio nel Nations Championship, approfittando di una prestazione piena di errori da parte dell’Italia per assicurarsi una vittoria schiacciante davanti al pubblico appassionato di Tokyo. Nonostante l’assenza per squalifica dell’allenatore Eddie Jones, i Brave Blossoms hanno mostrato un netto miglioramento, sfruttando i precisi calci tattici dell’esordiente universitario Ryunosuke Ito per respingere costantemente gli ospiti nella loro metà campo.


L’Italia ha goduto di un inizio ideale quando il centro esterno Juan Ignacio Brex ha sfondato la linea difensiva segnando al quinto minuto. Tuttavia, i padroni di casa hanno reagito rapidamente con il capitano Warner Dearns che ha sfondato da distanza ravvicinata per pareggiare i conti. Il Giappone ha presto conquistato il vantaggio quando il centro interno Yuya Hirose ha rotto la linea e ha servito l'estremo Takuro Matsunaga per la meta. Matsunaga si è rivelato determinante, guidando la vittoria con un bottino individuale di 17 punti.


Un calcio di punizione di Paolo Garbisi poco prima dell’intervallo ha ridotto il vantaggio del Giappone a sette punti, ma i padroni di casa hanno colpito in modo decisivo all’inizio del secondo tempo. Dopo un’incalzante azione di 15 fasi, il flanker Ben Gunter ha superato la linea con la forza, spezzando la resistenza italiana. Sebbene gli Azzurri abbiano dominato il possesso palla a metà del secondo tempo, i loro sforzi sono stati completamente vanificati da ben 26 palloni persi. Il Giappone ha gestito con disinvoltura le fasi finali della partita, sigillando una vittoria memorabile.


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Australia 31–33 Irlanda (Sydney)


A Sydney l’Irlanda ha messo in scena una rimonta mozzafiato nel secondo tempo, aggiudicandosi una spettacolare vittoria all’esordio, sfuggendo alla sconfitta per un soffio dopo che un calcio di punizione australiano all’ultimo respiro è finito fuori. I Wallabies di Joe Schmidt hanno dominato gran parte della partita, scatenando un attacco potente che ha fruttato quattro mete nel primo tempo grazie a Dylan Pietsch, Jock Campbell, Josh Canham e Ryan Lonergan, assicurandosi così rapidamente il punto di bonus per le quattro mete.


Nonostante abbiano trascorso gran parte della prima frazione di gioco sulla difensiva, gli uomini di Andy Farrell sono rimasti vicini nel punteggio grazie alle mete da breve distanza delle terze linee Cian Prendergast e Josh van der Flier. Una brillante prestazione difensiva del rientrante Hugo Keenan ha impedito agli australiani di allungare il vantaggio, aprendo la strada al numero nove Jamison Gibson-Park per segnare una meta proprio prima dell’intervallo, lasciando l’Irlanda in svantaggio per 24–19.


Il secondo tempo si è trasformato in una brutale battaglia di logoramento. Keenan ha segnato subito all’inizio, portando brevemente in vantaggio gli ospiti, ma l’Australia ha rapidamente replicato con il mediano di mischia sostituto Tate McDermott. A dieci minuti dalla fine, Ben Donaldson ha sbagliato un calcio di punizione cruciale che avrebbe ampliato il vantaggio dei Wallabies, consentendo a una determinata mischia irlandese di sferrare un ultimo assalto. Al 77° minuto, il pilone subentrato Thomas Clarkson ha segnato con una potente azione da distanza ravvicinata, realizzando la meta decisiva che ha determinato la vittoria. Nei minuti di recupero, Donaldson ha avuto un’ultima occasione per strappare la vittoria da 50 metri, ma il suo calcio è finito fuori, sancendo così una vittoria mozzafiato dell’Irlanda.

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Figi 24–39 Galles (Cardiff)


In un incontro unico disputato al Cardiff City Stadium, il Galles ha superato una brillante offensiva delle Figi nel primo tempo, assicurandosi un’impressionante, seppur improbabile, vittoria con punto di bonus. Pur giocando tecnicamente in trasferta, gli uomini di Steve Tandy hanno dato prova di immensa determinazione nel resistere al caratteristico stile offensivo delle Figi e nel registrare le loro prime due vittorie consecutive in un test match dai Mondiali del 2023.


Le Figi sembravano giocare ad un altro livello durante un frenetico inizio di partita, aprendo le marcature dopo soli due minuti con il flanker Pita Gus Sowakula. Sostenute dalle pericolose incursioni di Salesi Rayasi e Jiuta Wainiqolo, la squadra delle Isole del Pacifico hanno dominato il territorio e il possesso palla, ma alla fine sono state penalizzate da un’esecuzione approssimativa e da 26 palle perse. Il Galles ha fatto affidamento sul pragmatismo clinico della propria maul in spinta per reagire, ribaltando le sorti della partita con mete da distanza ravvicinata del centro Eddie James e del loro carismatico capitano, Jac Morgan, chiudendo il primo tempo in parità sul 10-10.


Il secondo tempo è stato dominato dalla mischia gallese, che ha di fatto neutralizzato gli offload figiani man mano che gli ospiti cominciavano a mostrare segni di stanchezza. Il pilone sinistro Rhys Carré ha portato il Galles in vantaggio, prima che un doloroso errore di valutazione in difesa da parte di Selestino Ravutaumada consentisse a Josh Adams, in rincorsa, di infilarsi e segnare una meta audace tra le gambe del difensore. Le Figi hanno poi reagito grazie a Elia Canakaivata e a una meta di riscatto di Ravutaumada, accorciando le distanze a un solo punto, ma il Galles ha chiuso la partita con autorità. Le mete in maul di Ryan Elias e Alex Mann nel finale hanno messo al sicuro il risultato.

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Sudafrica 45–21 Inghilterra (Johannesburg)

Il Sudafrica ha esordito nel Nations Championship con una prestazione impressionante all’insegna della precisione e della forza fisica all’Ellis Park, superando gli imprevisti dell’ultimo minuto nella rosa per assicurarsi una vittoria schiacciante con sette mete. Nonostante le defezioni dell’ultimo minuto di veterani chiave come Siya Kolisi ed Eben Etzebeth, gli Springboks hanno sferrato un attacco iniziale fulminante, varcando la linea di meta tre volte nei primi tredici minuti grazie a Thomas du Toit, Cheslin Kolbe e Kurt-Lee Arendse, portandosi rapidamente in vantaggio per 17–0.


L’Inghilterra si è adattata bene all’assalto iniziale e ha dimostrato un carattere encomiabile, riuscendo a rientrare in partita prima dell’intervallo. Guidati dalla direzione tattica del mediano di apertura Fin Smith e dalle potenti cariche degli avanti George Martin ed Ellis Genge, gli ospiti hanno realizzato due mete in veloce successione, sfruttando un temporaneo vantaggio numerico. Un 50:22 ben calciato da Smith ha creato le premesse affinché Martin sfondasse la linea difensiva allo scadere del primo tempo, riducendo lo svantaggio ad appena tre punti, sul 17-14.


Tuttavia, i campioni del mondo in carica hanno riaffermato la loro supremazia subito dopo la ripresa. Mettendo sotto pressione l’Inghilterra con una disciplina ferrea nelle fasi statiche e un dominio nei punti di incontro, gli Springboks hanno controllato completamente il territorio nella seconda frazione di gioco. Il mediano di mischia Grant Williams ha sfondato la difesa avversaria segnando una meta cruciale, prima che Jesse Kriel concludesse alla bandierina una fluida azione della linea dei trequarti. Una serie di falli commessi nel finale ha ridotto l’Inghilterra a 13 uomini a seguito di due cartellini gialli in rapida successione, consentendo a Malcolm Marx e Ben-Jason Dixon di andare in meta nei momenti finali e sigillare una vittoria chirurgica con punto di bonus per i padroni di casa.


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Argentina 38–47 Scozia (Córdoba)


La Scozia di Gregor Townsend ha dato il via alla sua estate con una prestazione da manuale, caratterizzata da sette mete, a Córdoba, segnando il maggior numero di punti di sempre in terra argentina. Di fronte a una formidabile squadra dei Pumas, quinta nella classifica mondiale, gli ospiti hanno superato una crisi di infortuni iniziale – che ha costretto sia Tom Jordan che Elliot Millar-Mills a lasciare il campo nei primi quindici minuti – per mettere in scena un attacco preciso e dal ritmo serrato.


I Pumas hanno aperto le marcature con una potente azione da distanza ravvicinata del numero otto Joaquín Oviedo. Tuttavia, gli ospiti hanno reagito in modo brillante; un audace assist a pallonetto di Rory Hutchinson ha liberato il capitano Sione Tuipulotu, che ha pareggiato il punteggio, prima che il pilone Pierre Schoeman festeggiasse la sua 50ª presenza in nazionale varcando la linea di meta per portare la propria squadra in vantaggio. Il centro Hutchinson si è poi trasformato in marcatore, regalando agli scozzesi un vantaggio di 19-10 all’intervallo.


Il secondo tempo si è trasformato in una partita epica e ricca di punti. L'ala Rodrigo Isgró ha subito replicato per i padroni di casa, ma le mete di Gregor Brown e Scott Cummings hanno assicurato un rapido punto di bonus agli ospiti inarrestabili. Nonostante un cartellino giallo ricevuto sul finale da Jamie Dobie, che ha permesso a Tomás Rapetti di segnare per l’Argentina, il tallonatore esordiente Gregor Hiddleston ha superato la linea di meta da una maul in movimento, seguito da una brillante conclusione di Kyle Rowe che ha portato il punteggio sul 47–24. Un errore di gestione della partita da parte della Scozia nei minuti finali ha permesso a Lucio Cinti e Agustín Moyano di segnare due mete di consolazione, ma il danno era ormai fatto e la Scozia ha tenuto duro conquistando una vittoria di grande rilievo.


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